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Badanti: Addio lavoro in nero PDF Stampa E-mail
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Martedì 14 Ottobre 2008 22:09

Duemila famiglie hanno regolarizzato lavoratrici con sostegno in Provincia di Milano
Di: Angela Roig Pinto

Sull’esperienza maturata negli ultimi anni, la provincia di Milano è arrivata alla conclusione che gli stranieri sono una preziosa ricchezza perché “molte realtà economiche e produttive in Italia rischierebbero di chiudere se loro non ci fossero”. – Paolo Formigoni-

Nella provincia di Milano sono 400 mila i cittadini stranieri, tra residenti, regolari no residenti ed irregolari. Il 35.4% di loro sono lavoratori irregolari stabili, mentre l’11.2% sono lavoratori irregolari precari. – XI rapporto sull’immigrazione straniera nella Prov. di Milano.
Ci vuole almeno un anno per realizzare il progetto di rafforzamento dei 50 sportelli stranieri nella provincia (distribuita nei 185 comuni). La Provincia di Milano cerca di creare una rete collegata tra tutti gli sportelli esistenti al servizio degli immigrati. Il lavoro in nero è più frequente di quello che si pensa. In alcuni casi, sono i datori di lavoro che sfuggono ai contributi, in altri casi sono i propri lavoratori che preferiscono lavorare in nero per portare a casa qualche soldo in più. Visto che la regolarizzazione dei lavoratori garantisce i rapporti di lavoro e favorisce lo Stato, la provincia di Milano ha avviato un progetto per mettere in regola le badanti, con un sostegno economico. A spiegarlo è stato il responsabile del Settore Sostegno e Prevenzione delle Emergenze Sociali, Paolo Formigoni.

L’irregolarità degli immigrati svantaggia  tutti... come valuta questa realtà?
L’irregolarità è per la limitazione della normativa attuale. Penso ai lavori di cura… nessuna famiglia assume una badante individuata nel proprio paese, evidentemente prima deve conoscere loro. Per quello arrivano in Italia irregolarmente, no hanno un’altra scappatoia. Tra l’altro ci sono due problematiche: l’irregolarità per non avere il permesso di soggiorno… la norma non funziona come è oggi strutturata. L’altro è il problema dell’ attesa…  diventano irregolari per la lungaggine della burocrazia amministrativa. A Milano ci vuole spesso più di un anno per ottenere il rinnovo di un permesso di soggiorno.

E per questa situazione, i lavoratori irregolari vengono sfruttati dai datori di lavoro…
Per la maggior parte è cosi... per il comodo degli imprenditori. Uno perché non c’è un permesso di lavoro e un’altra perché il lavoro in nero è comodo per alcuni. Oltre a questo, pensando al servizio di cura, è proprio la badante che preferisce il lavoro in nero per portare dei soldini un più a casa… tutto dipende del percorso migratorio. Diversa è la situazione di quelli con percorso migratorio di media e lunga permanenza che cercano di regolarizzarsi.

Come avete quantificato la problematica del lavoro nero a Milano?
Sul lavoro di cura abbiamo avviato un progetto: dare dei contributi alle famiglie per assumere definitivamente l’assistente di cura, purché metta in regola con un contratto di 50 o 52 ore alla settimana come minimo. Il costo reale della regolarizzazione per un anno è di circa  2 500 euro. Questo contributo per pensioni, del fisco e costi legati alle pratiche. Nel progetto diamo circa il 50%, una parte di questi oneri la famiglia può scaricarli fiscalmente (circa il 30%), alla fine il costo reale per la famiglia è il 20%. Facendo le ipotesi che non ci sia il nostro contribuito e togliendo il contributo, la famiglia può dire che una parte viene data alla lavoratrice ed  tiene un piccolo ritorno, ecco perche può essere in certi casi vantaggioso evitare la regolarizzazione. Noi insistiamo che avere una persona in casa non  regolarizzata è rischioso, inoltre viene punita con una sanzione amministrativa. 

Quante sono le famiglie che hanno aderito a questo progetto?
Da cinque mesi, ci sono circa 2 mila famiglie che hanno aderito a questa iniziativa, speriamo di riuscire a coinvolgere altre  mille  famiglie. La famiglia deve rivolgersi ai sindacati, organizzazione di categoria (artigiani). Senz’ altro, la regolarizzazione è un vantaggio per la badante perché è protetta nel rapporto di lavoro, ha diritto alla malattia, alla vacanza pagata, tredicesima e tante altri vantaggi.

Ringraziamo Paolo Formigoni per l'incontro e le notizie forniteci, Angela Roig Pinto

 

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