42 visitatori online
Banner
Home
Menu Principale
Home
Cosa è Peruan-Ità
Disclaimer
I 100 anni di MacchuPicchu
Interviste e reportage
La radio dal passato ...
Notizie
Boletín: "Il Perù a Milano" (Consulado General del Perú en Milán)
Le Foto
Artisti
Personaggi
Articoli archiviati dal 2008
Archivio testi 1999-2008
FACEBOOK GROUPS
Mappa del sito
Area riservata
Corrispondenti
Redazione Italia
Dal Perù
Redazione World
Banner
Pagina FB
 
 
I più letti
I Bomberos di Chorrillos PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
Martedì 05 Gennaio 2010 15:05
Indice
I Bomberos di Chorrillos
POSTUMO OMAGGIO
CONTRIBUTO DI SANGUE CHE SUGELLA L'AMICIZIA
COMPAGNIA DI POMPIERI GARIBALDI DI CHORRILLOS
LOS BOMBEROS FUSILADOS
Tutte le pagine

COMPAGNIA DI POMPIERI GARIBALDI DI CHORRILLOS
ALBO D'ORO DEGLI ITALIANI NEL PERÙ
Lelio Pacciardi. (1960)

Nel ridente balneare di Chorrillos, il nucleo relativamente modesto di connazionali residenti, molti de¡ quali dedicati alla pesca, volle avere la sua Compagnia di pompieri volontari. Questo progetto, che costituiva un nuovo apporto dello spirito di collaborazione che ha animato sempre l'italiano riconoscente per la cordiale ospitalità che gli veniva generosamente elargita, si converte in realtà il 9 ottobre 1872, giorno in cu¡ cinquanta entusiastici connazionali fondarono la Compagnia che prese il nome dell'Eroe de¡ due mondi, adottando per divisa la rossa casacca garibaldina. Animatore delle attività di questa Compagnia per molti anni l'lng. Ulderico Tenderini efficacemente coadiuvato nella sua opera da un selezionato gruppo di ufficiali.
Gareggiando in abnegazione con le altre Compagnie di Lima e del Callao, la "Garibaldi" di Chorrillos ha una storia gloriosa di vita fattiva ed operosa al servizio degli abitanti di quel balneare. Il destino le riservava però la corona del martirio e precisamente durante l'infausta Guerra del Pacifico. Rileggendo le pagine orma¡ ingiallite della vita della "Garibaldi" vediamo coperta col sangue la tragica pagina del 13 gennaio 1881. Quel giorno infieriva la lotta tra peruviani e cileni. L'esercito comandato da Lynch voleva ad ogni costo piantare quanto prima la bandiera cilena sul Palazzo del Governo limegno e la feroce resistenza che le ormai sparute forze peruviane -formate da un confuso leggendario groviglio di soldati, commercianti, operai, studenti, braccianti- opponevano all'invasore inferociva gli armati cileni. Subissata la resistenza del Moro Solar, l'artiglieria nemica cominciò a bombardare Chorrillos ed in breve quel tranquillo balneare fu in preda alle fiamme. I coraggiosi militi della "Garibaldi" si moltiplicarono nell'intento di spegnere i numerosi incendi che scoppiavano per ogni dove e quando l'avanguardia cilena si trovò alle porte di Chorrillos, avvenne un tragico errore. Tredici pompieri nostri, sorpresi nell'atto di soffocare un incendio, furono scambiati per franco-tiratori e la rossa casacca fu comodo pretesto per considerarli legionari garibaldini in armi contro il Cile. L'equivoco avrebbe potuto essere chiarito se - da quanto risultò poi da indagini fatte - il rappresentante diplomatico italiano a Lima fosse intervenuto con maggiore energia e risolutezza. Il destino di quei tredici invece fu rapidamente deciso da un sommario Consiglio di Guerra. Messi in fila davanti ad un plotone d'esecuzione quei valorosi militi vennero falciati da una serrata scarica di fucileria. La collettività, memore, conserva gelosamente il nome di quei martiri del proprio dovere ed ha innalzato alla loro memoria un mausoleo degno dell'eroica gesta. I trucidati furono:
Lorenzo Astrona, Filippo Borgio, Lucea Chiappe, Angelo Cipollini, Angelo Descalzi, Gio Batta Leonardi, Paolo Marzano, Enrico Nerini, Giuseppe Arengo, Giovanni Ogno, Giovanni Poli, Paolo Risso, Egidio Valentini.
Presa la Compagnia nel vortice della lotta e della distruzione, morti i più provetti, incenerito il macchinario ed il materiale, incendiata la Caserma, la Compagnia perì tra le rovine fumanti delle case distrutta. Passò quindi qualche anno, dedicato alla ricostruzione dell'abitato ed alla ripresa delle attivata normali, opera indefessa che vide accomunate le forze dei peruviani e degli italiani residenti. Finalmente, il 13 febbraio 1893, la "Garibaldi" risorse dalle ceneri e riprese il servizio agli ordini del Comandante Tenderi.  Alla sua morte - avvenuta tra il generale rimpianto di quanti lo conobbero e stimarono per le sue alte doti di cittadino e di italiano - la fiducia dei soci chiamò a coprire l'ambita carica il connazionale Antonio Occhipinti. Nel trascorso degli anni, la "Garibaldi" guidata da Antonio Occhipinti - passato poi in Cile per affari e morto colà -  poi da altri comandanti amanti della bella istituzione umanitaria fu sempre all'altezza del generoso compito che, come un dovere, si assegnò a se stessa. In tutte le contingenze liete o tristi del balneare della sua sede, la Compagnia ha sempre fatto onore alla sua gloriosa divisa.

Se si dovesse scendere alla cronaca di quella che é stata fino a questo momento la vita della "Garibaldi", tutti ed ognuno degli avvenimenti avrebbero come illustrazione rispecchiante la verità le parole: altruismo, generosità, abnegazione. I militi della Compagnia hanno saputo tramandarsi di generazione in generazione, i nobili e seri intenti che hanno caratterizzato l'attività istituzionale. In epoca recente -nell'anno 1957- ebbe luogo una cerimonia significativa : il monumento commemorativo dei tredici eroi della "Garibaldi" contenente le loro  spoglie mortali veniva trasferito ad un altro cimitero, dal modesto cimitero di Chorrillos allo stesso luogo in cui avvenne l'orrenda strage. Quel giorno, alti esponenti del Supremo Governo, autorità diplomatiche italiane, rappresentanti delle nostre istituzioni unirono riverenti il pensiero alla memoria di coloro che cosparsero di rosso sangue italico la già rossa casacca garibaldina.

 



 

Banner
News in breve
Link utili
Banner