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Il Libro: Antonio Raimondi. L’italiano che esplorò il Perù PDF Stampa E-mail
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Giovedì 05 Marzo 2009 01:00
è il titolo del nuovo libro di Giovanni Bonfiglio che, edito dalla Fondazione Giovanni Agnelli - Centro AltreItalie di Torino, è stato presentato il 18 febbraio, a Roma nella sede della Fondazione Casa America a Roma.
Organizzato dalla Fondazione in collaborazione con il Centro AltreItalie e l’Ambasciata del Perù in Italia, all’incontro erano presenti, oltre all’autore, anche Roberto Speciale, presidente della Fondazione Casa America, Carlos Roca Caceres, Ambasciatore del Perù in Italia e Fabio Morchio, assessore alla cultura della Regione Liguria.
A parlare del libro con l’autore : Maddalena Tirabassi, direttore del Centro Altreitalie sulle migrazioni italiane di Torino, e Giuliana Calcani dell’Università Roma Tre. Quindi interverranno Chiara Caselli, Mauro Giorgio Mariotti, Carolina Orsini, Giuliano Doria, Isabel Recavarren, Francesco Surdich e Victor Uckmar.
Figura ponte tra l’Italia e il Perù, Antonio Raimondi, nato a Milano nel 1824 e morto a San Pedro de Loc nel 1890, è stato, scrive Bonfiglio, "una personalità poliedrica molto nota nel Paese latino-americano dove ha svolto la parte più significante della sua vita, ma è praticamente sconosciuto in Patria".
"Compagno d’armi di Garibaldi a Mentana durante la difesa della Repubblica Romana (1849) e tra i protagonisti, l’anno precedente, delle 'cinque giornate' di Milano, la vicenda umana di Antonio Raimondi è costruita dalla ricerca degli ideali di libertà e da una generosa passione spesa in tutti i settori della vita. Botanico di formazione – scrive ancora Bonfiglio – una volta trasferitosi in Perù, nel 1850, aprì i suoi orizzonti di ricerca, da vero esploratore, curioso di ogni novità offerta dal Nuovo Mondo. Dall’etnologia all’antropologia, alla archeologia alla geologia fino alla redazione della prima carta geografica del Perù, Antonio Raimondi ha osato imprese ritenute impossibili, attraversando a dorso di un mulo o a piedi un territorio immenso, sconosciuto e selvaggio, diventando uno dei personaggi che contribuirono a costruire il moderno stato del Perù. Ormai anziano, Raimondi scriveva di se stesso di essere stato fortunato, perché aveva realizzato molto più di quanto ognuno possa ragionevolmente aspirare nello spazio di una vita"

Fonte: (aise)
 
 

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