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Dalla città degli innamorati... Le confessioni di Giulietta PDF Stampa E-mail
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Sabato 21 Marzo 2009 17:40
La folla di turisti si affollavano davanti a Giulietta sperando di raggiungere la fortuna nell’amore che –secondo la credenza- porta a toccare il seno della statua della giovane Capuletti. L’improvvisata coda la faceva anch’io; non attirata da quella teoria, ma dalla fede urbana che osservavo incuriosita.
Verona e i pontiQuando l’ennesimo turista si avvicinò, la Capuletti si mostrò imbarazzata. Lasciò la sua postura rigida, girò la sua testa facendo la faccia oscura, infastidita. Si liberò della base di bronzo e riprese la sua vita davanti tutti, nessuno, però, se ne rese conto. Erano troppo concentrati ad acquistare la fortuna persa oppure mai avuta.
La Capuletti sollevò il suo sguardo che per caso incrociò il mio; capii subito che voleva staccarsi di tutta quella confusione.
-    Andiamo a prendere un caffè?, le proposi... E lei accettò volentieri.
Entrammo al caffè delle Erbe. Lei si guardava in giro sorpresa di quanto Verona fosse cambiata, comunque l’arietta romantica della città si manteneva intatta.
- Tu che sei un’autorità in materia -chiesi- potresti illustrarci su ciò che è chiamato amore…
- Buuh.. ma cosa ti interessa sapere?
- Niente di particolare, o forse tutto. Per adesso mi basterebbe chiarire, cosa è l’amore?
- L’amore è passione, intimità ed impegno, -rispose senza dubitare-, e disinvolta, incominciò a spiegarmi tutto ciò che avesse provato per l’uomo che fu capace di inseguire i suoi palpiti ed essere complice dei suoi spasmi d’amore. Presa dalle sue emozioni, ricordava Romeo, ogni torrido bacio, incrocio delle mani, profondo sguardo, palpitante abbraccio. L’intimità che permise loro di capirsi, senza parole ad ogni dolce pensiero e l’impegno quale promessa d’amore eterno, perfino la morte inclusa.
  Detto ciò, mi venne ancora il dubbio...
- Ma, davvero l’amore esiste? Scusa la domanda ma almeno il 30% della popolazione adulta in Italia è single, il 50% flirta per infedeltà ed il resto, pur sposati, si asfissiano nella convivenza e nella vita quotidiana. Dopo 3 anni, dicono gli intenditori, l’amore finisce... allora, dov’è per tutti loro?.

Giulietta fissa il suo sguardo sulla finestra. Resta zitta, forse tentando di capire il perché la gente ha perso la fiducia in ciò che lei e il suo amato avevano immortalato. Loro morirono in nome dell’amore, vero ed intenso, ed ora l'incredula è davanti lei (e purtroppo tanti altri) considerava che il cosiddetto amore sia uno stato mentale, controllabile. Che si può sviluppare o annichilire, ad arbitrario gusto.

Giulietta si morsicò leggermente le sue labbre rosse, le faceva pena rendersi conto di come il mondo era cambiato da quando, sul suo balcone, lei sognava sveglia suo Romeo. Probabilmente ora l'onore famigliare non abrebbe impedito l'affetto tra gli innamorati, ma sarebbe stata la diffidenza e l’intolleranza umana a togliere la purezza dell’amore.  Guardava ancora fuori dalla finestra, fuori la pioviggine aveva smesso ed anche la nebbia cominciava a sparire offrendo tregua alla sensazione di freddo umido. Giulietta mi guardò in faccia e finalmente ruppe il suo silenzio, proponendomi: “Facciamo un giro?”.
l'Adige e il duomo
Eravamo uscite dal bar quando gli ultimi raggi del sole facevano fatica a farsi sentire e le lampade pubbliche incominciavano ad illuminare le strade e gli imponenti monumenti borghesi. Girammo verso il Castelvecchio ed una stradina stretta ci portò al ponticello che attraversa il fiume Adige, le cui acque riflettevano timidamente i quartieri che le costeggiano. Ci sediamo su una delle panche davanti all’Adige. Il campanile del Duomo faceva da sfondo armonioso, assieme alle case di pietra rosata arancione caratteristica di Verona .
-Qualche volta hai creduto all’amore- mi chiese. - Qualche volta,- risposi seccamente e rimasi zitta.
Riservata come sono, non volevo entrare nel dettaglio. Ora, però, lei fissò i suoi occhi castani su di me... il silenzio si faceva scomodo e di colpo mollai le parole.
- Un giorno o l'altro i begli occhi verdi di gattaccio enigmatico di qualcuno, mi hanno fatto vedere come la sinfonia e la perfezione dell’amore si manifestino. Giulietta sorrideva. Era quasi convinta di avere trovato il modo di farmi capire che l’amore certamente esistesse. - E poi?, domandò a voce bassa…
- Non vorresti saperlo cara, scusa ma le belle storie d’amore capitano soltanto sui racconti di fate. In questi tempi ciascuno ha i suoi propri guai, e non siamo disposti a cedere né lasciamo tregua alla comprensione… E poi ci lamentiamo quando “quello giusto” continua ad essere una verona ancora piu bellachimera- Allora la Capuletti aggiunse: avete dimenticato il concetto giusto di amare perché per questo bel sentimento si puó rinunciare alle proprie aspettative affinchè l’amato sia felice. L’amore è nobile distacco.   
 
Appena aveva finito di parlare quando in fondo, proprio dal cuore della città, incominciava a diffondersi il suono dolce dei violini e il pianoforte che apriva la puntata serale all’Arena.  L’inverno languiva a Verona ed in quei giorni la primavera si apriva lentamente. Nonostante ciò le coppie, entusiaste della melodia che copriva la città, si avventuravano a passeggiare attraverso i marciapiedi, lungo il fiume, e la loro tenerezza abbatteva qualche argomento sacrilego contro il sublime.
Prima che cadesse la notte, anche Giulietta riprese la via verso il suo balcone. Un’ode all’amore l’aspettava e non voleva fare tardi. Intanto, gli innamorati in giro confermavano che l’amore, nobile distacco, è puntuale con quelli che sono pronti per dare senza pretendere di ricevere.
 

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