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Donne Migranti propongono un’inclusione sociale effettiva di Angela Roig Pinto PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 07 Ottobre 2009 16:48

cefialCommissione europea e CEFIAL organizzano giornata di riflessione. Donna, trasmittente di valori. Donna, imprenditrice. Donna, immigrante forte. Sono state alcune delle premesse sottolineate durante la giornata di riflessione intitolata ”Migrazione e inclusione in Italia e nell’Unione europea”, che si è tenuto il 27 settembre presso Palazzo Reale (Milano) organizzato dal CEFIAL e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea con il Patrocinio del Comune di Milano – Relazioni internazionali.

Come preambolo all’Anno europeo di lotta contro la povertà e l’esclusione sociale (dichiarata per il 2010 dal Consiglio europeo e dal Parlamento europeo). Questo incontro ha offerto uno spazio multietnico di scambio, di considerazione e di proposte sulla presenza della donna migrante in Italia e nell’Unione europea ed il suo processo d’integrazione, dal suo ruolo di lavoratrice, imprenditrice, agente sociale e trasmittente di valori nell’unità famigliare.

 

Nella Sala delle Otto Colonne, attorniate da opere d’arte di autori femminili, si è tenuta l’apertura della giornata fatta dal Presidente del Consiglio comunale di Milano, Manfredi Palmeri, dalla Direttrice del CEFIAL, Isabel Recavarren e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea nella persona di Elena Montani.

L’evento proponeva due binari: la dona migrante, le sue risposte date ai questionari in precedenza distribuiti ci chiedono una formazione che le permetta trovare un’alternativa lavorativa per impedire che possa far parte della futura frangia di povertà. La donna italiana imprenditrice e la proposta di costruire una rete economica – commerciale con le donne latinoamericane.

È stata attiva la partecipazione delle rappresentanti della comunità latinoamericana e africana, le quali -dalla loro esperienza- hanno testimoniato le difficoltà che trovano per inserirsi nella società sia per i pregiudizi che esistono sui migranti sia per la mancanza di un quadro legale che permetta loro essere riconosciute come le professioniste che in molti casi sono.

In questo senso, il vicepresidente del Senato, Emma Bonino, ha riconosciuto che il Governo italiano è ancora confuso sulle politiche migratorie e fece un appello a solidarizzarsi con i migranti in memoria alla passata esperienza migratoria degli italiani.

“Dobbiamo essere più sensibili, perche la nostalgia che voi sentite (migranti) è la stessa che hanno sentito i nostri italiani quando emigrarono” ha sostenuto.

Sul contributo all’economia il dibattito è stato ampio e rivelatore. Il 20% delle imprese italiane appartengono a donne (con la partecipazione della terza parte delle migranti) e una crescita sostenuta del 9%, sono dati indicatori che riflettono l’apporto deciso delle donne all’economia nazionale.

“L’economia della diversità”, con la premessa “donna-migrante conviene”, è stato presentato dalla Presidente del Comitato imprenditoriale della Camera di commercio di Milano, Gianna Martinengo, ed è stato rafforzato dall’intervento della prof.ssa Paola Profeta dell’Università Bocconi.

Nelle relazioni e nelle testimonianze delle protagoniste è stata dimostrata la potenzialità femminile, ma anche la frustrazione e a sua volta la speranza che la migrazione e la multiculturalità siano capite come un valore. Per questo, nell’incontro si è presentata la necessità urgente di unire gli sforzi del governo e delle istituzioni per offrire concrete opportunità di sviluppo personale e professionale alle migranti poiché sono potenziali veicoli per combattere la povertà e l’esclusione sociale.

 

 

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