52 visitatori online
Banner
Home In Lombardia sono oltre 44 mila le ditte gestite da immigrati
Menu Principale
Home
Cosa è Peruan-Ità
I 100 anni di MacchuPicchu
Interviste e reportage
Notizie
Boletín: "Il Perù a Milano"
Le Foto
Artisti
Personaggi
Articoli archiviati dal 2008
Archivio testi 1999-2008
l'associazione su FACEBOOK
Forum
Traducir en Español el web
Mappa del sito
Area riservata
Corrispondenti
Redazione Italia
Redazione Perù
Redazione World
Ángela Roig Pinto
I più letti
Visitors Counter
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterToday384
mod_vvisit_counterYesterday669
mod_vvisit_counterThis week2341
mod_vvisit_counterLast week3751
mod_vvisit_counterThis month4481
mod_vvisit_counterLast month19987
mod_vvisit_counterAll days830926

Online (20 minutes ago): 15
Your IP: 38.107.179.216
,
Today: Feb 08, 2012
In Lombardia sono oltre 44 mila le ditte gestite da immigrati PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Martedì 14 Ottobre 2008 21:52

L’impresa straniera crea il 14% dell'occupazione Una crescita al ritmo del 12% annuo).
Di: Angela Roig Pinto

“Le imprese di emigranti hanno contribuito con il 14% all’occupazione netta nella provincia di Milano nel 2007. Si tratta di un risultato rilevante perché indica che le imprese controllate da immigrati danno un importante contributo all’economia locale e spiega anche che si stanno via sempre più strutturando” – Antonella Rosso, Formaper-

 

Motivati dalla voglia di andare avanti e costretti dalla necessità di lavorare, gli stranieri hanno saputo sfruttare la loro capacità quasi innata di cavarsela nell’avversità e con creatività sono riusciti a fare questa impresa in Italia. E certamente ce l’hanno fatta!. Secondo l’INFOCAMERE sono 44.298 le ditte controllate da imprenditori immigrati in Lombardia che nel 2007 hanno creato il 14% dell’occupazione netta, cioè 14.133 nuovi rapporti di lavoro (assunzioni meno cessazioni dal lavoro a tempo indeterminato).
Antonella Rosso, dell’Area Ricerca Formaper della Camera di Commercio di Milano, spiega che questo fenomeno ha avuto origine nel 1998 con la caduta della legge Turco Napolitano (che conteneva lo sviluppo delle imprese straniere che non avevano vincolo di reciprocità con Italia) e attualmente queste crescono al ritmo del 12% annuale. Infatti, nel 2007 sono state 1919 le nuove imprese create dai migranti (ditte individuali) nella provincia di Milano. “Significa che nel corso di un anno il numero delle imprese di migranti è aumentato del 12% (a fronte invece di una stazionarietà delle imprese controllate da cittadini italiani che, infatti, crescono solo dello 0,6%)”.
Considerando che il 47.8% delle ditte straniere sono giovani (meno di 3 anni) il fatto è ancora più rilevante perché riflette la loro potenzialità di sviluppo e contribuzione all’economia locale. In base a questo ragionamento la specialista proietta che le ditte “continueranno a crescere, perché anche l’immigrazione continua a crescere. Le imprese si strutturano sempre di più… le più deboli chiuderanno mentre quelle più forti tenderanno a crescere; probabilmente entrarono in settori meno tradizionali, magari in servizi all’impresa della propria comunità… come supporto alla creazione dell’impresa stessa, cioè potrebbero fornire del servizio agli imprenditori. Ad esempio, il caso di una commercialista cinese che al 90% fornisce servizi di contabilità agli imprenditori della sua comunità. Offre servizi come professionista”.
Attualmente gli imprenditori stranieri svolgono principalmente le attività tradizionali. Sono 6.125 le ditte nella Provincia di Milano coinvolte nel settore delle costruzioni, 5.197 nel settore di commercio, mentre 2.130 offrono servizi alle imprese. Nel settore manifatturiero ci sono 1.892 ditte e nel settore trasporti sono 1.751. Alberghi e ristoranti sono gestiti da 1.232 imprenditori.
Un dato curioso. La presenza di imprenditorialità femminile è preponderante nella comunità straniera. Del totale di imprenditori cinesi, il 41% sono donne; seguite delle peruviane con 31%.
Le maggiori difficoltà dell’impresa straniera si possono riassumere nelle seguenti casistiche :

  1. Comprensione del contesto normativo della burocrazia Italiana (leggi locali, fisco)
  2. Finanziamenti dalla banca ed enti finanziatori (per sfiducia o discriminazione)
  3. Fattore linguistico (anche se non è influente.)
  4. In maggioranza ancora è ditta individuale (84.3%.)

Mentre sono punti di forza:

  1. Percorso e esperienza migratoria
  2. Capacità di autonomia
  3. Propensione a essere intraprendenti
  4. Motivazioni forti a stabilizzarsi come immigrati.
  5. Posizione della rete relazionale della loro comunità in Italia
  6. Conoscenza del loro mercato, in relazione alla loro comunità.
  7. Supporto dalla comunità di appartenenza.

 

 

Aggiungi commento

Si rammenta di usare un linguaggio consono e non offensivo. Ogni abuso o inserimento non adeguato al tema sarà rimosso senza preavviso. L'autore si assume tutta la responsabilità relativa al contenuto del suo scritto.- L'Amministratore -

Codice di sicurezza
Aggiorna


News in breve
Link utili
Banner
Banner
Sondaggio
Ti interessano le news di:
 
Banner