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ISMU: “Classi ponte sono favorevoli affinché non ci sia discriminazione” PDF Stampa E-mail
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Ángela Roig Pinto - Corrispondenti
Scritto da Administrator   
Martedì 25 Novembre 2008 22:30

Si vuole approfondire sulla cultura dell’accoglienza, affermano nella presentazione di 'Certifica il tuo italiano'. “L’acquisizione degli strumenti linguistici è un elemento fondamentale e indispensabile per una buona riuscita del processo di integrazione” - Vicenzo Cesareo - Segretario Generale Fondazione ISMU

Vincenzo Cesario Classi di inserimento” o “classi separate su base etnica”?... Il dibattito è stato scatenato in Italia, dopo della mozione approvata il 14 ottobre dalla Camera dei Deputati nell’ambito del Decreto Legge n.137 del 1° settembre 2008.
Coloro che appoggiano la proposta considerano che sono gli strumenti linguistici l’elemento fondamentale per l’integrazione degli alunni, invece coloro che rifiutano l’iniziativa sostengono che la separazione fra gli alunni è in assoluta controtendenza con la cultura d’integrazione. Di fatto, l’acquisizione della lingua avviene nel contesto della relazione interpersonale e di gruppo che caratterizza una classe scolastica.
Al rispetto, il Segretario generale Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità ( ISMU), Vicenzo Cesareo, esprime il suo parere.
- Classi separate oppure classi di inserimento nella scuola pubblica Italiana?
Quello che si capisce... non sarebbero classi separate, sarebbero classi  ponte... perché gli immigrati non devono essere penalizzati, con il rischio di essere espulsi dal sistema scolastico. L’idea è quella di aiutarli ad inserirsi nel sistema scolastico; credo che sia un’iniziativa positiva perche questi bambini che non conoscono l’italiano sono penalizzati per questo.

-  Ma la critica se centra sul fatto che sia una forma di segregazione su base etnica...
Non pretende essere di questo genere... anzi devono servire a non discriminare e soprattutto a non penalizzare ai bambini che non hanno ancora la capacità linguistica sufficiente.
 I docenti sono preparati per affrontare questo contesto?
I docenti in linea di massima sono molto impegnati. Dalle esperienze fatte e dalle ricerche svolte, vediamo che gli insegnati sono motivati e sensibilizzati, ciò non corrisponde sempre a una formazione, bisogna intensificare gli sforzi di supporto nel confronto degli insegnanti per educarli alla convenienza e aiutare nell’accompagnare l’inserimento nella crescita dei bambini.
-    In  generale, gli italiani sono preparati per l’accoglienza che occorre per integrare gli immigrati?
Per l’Italia è una novità. Perché è da pochi anni che si ha un'emigrazione massiccia, è un processo lento, non so se è possibile  attuarlo per decreto, non si possono realizzare nel giro di pochi mesi, ma vanno fatte, formare gli insegnati, creare opportunità per un inserimento efficiente a questi bambini, e terza cosa, elaborare e diffondere una cultura dell’accoglienza, una cultura dell’immigrazione con un’educazione multiculturale.
   Come motivare un’educazione multiculturale?
Produrre una cultura è anche diffondere una cultura dell’accoglienza. Come ISMU siamo molto impegnati nel diffondere tutto ciò. Relazionarsi all’altro, abituarsi a vivere con altri di una cultura diversa. L'integrazione non è solo in un’unica direzione, non solo quella degli immigrati in Italia, ma anche quella degli italiani che accogliendo, si integrano agli immigrati.
Sono tre le strategie: l’integrazione dei bambini nell’inserimento nella scuola; secondo, un’azione sugli insegnanti e terzo, un’azione su tutta la popolazione per promuovere e diffondere la multiculturalità.
-    L’elezione di Barack Obama fa riflettere su questa accettazione multiculturale..
Ê una realtà diversa perche il Nordamerica è un paese fatto dall’immigrazione. Quella è  ormai, senza dubbio una cultura planetaria... un evento di questo genere testimonia il fatto che la cultura diversa -anche in ambito politico- è possibile. L’elezione di Obama è un evento molto significativo.
 
 
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