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La passeggiata più bella che c’è... (sottoscrivono i pittori) di Angela Roig Pinto PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 07 Ottobre 2009 16:27

Un giusto dosaggio di colori pastello, una sottile sfumatura borghese e una pennellata generosa di blu lacustre. Al Lago d’Iseo, i pittori si son messi d’accordo su cosa si intende per bellezza paesaggistica da dipingere, mentre coloro che si improvvisano intenditori di pittura hanno capito -comunque- che su quest’isola tra Brescia e Bergamo, sul Lago d’Iseo, si trova uno dei posticini più belli d’Italia per regalarsi una passeggiata spensierata.

L’ultima domenica d'estate, col rischio di qualche acquazzone impertinente, ci incamminammo verso Montisola, graziosa località sul Lago d’Iseo, la cui cima è coronata dal Santuario della Madonna della Ceriola e il suo territorio è dotato di borghi medievali che fanno il loro meglio per trasportarci –immaginariamente- ai tempi di castelli e cavalieri coi loro fedeli compagni a quattro zampe. Per quanto ci riguarda, ci siamo accontentati di un “cavallo” a due ruote adatto per percorrere l’isola da capo a fine. Il tandem non era nelle condizioni migliori, anche se la simpatica ragazza che lo noleggia ci ha assicurato una passeggiata piacevole. Solo sentirla parlare, col suo accento marcato, era un piacere.

I locali sanno attirarci col loro parlare cantato, come quello di un  gentile residente che, appena sceso dal traghetto Sulzano-Montisola, ci avvertì: “State per fare la passeggiata più bella d’Europa, secondo i pittori”. Peccato che i pittori non aiutino a pedalare e -anche se erano poche-, le salite del tragitto si facevano sentire. Un po’ per il nostro orgoglio di sportivi mancati e per tanta di quella voglia di provare quanto Montisola sia bella, continuavamo a spingere il tandem costeggiando il lago. Il primo paesino, Sensole, già compariva (menomale!) quando eravamo costretti a fare una sosta di rigore (non perché ci mancassero le energie per pedalare in salita, uffffffff!) ma  perché siamo stati attratti dall’isola privata di San Paolo che ospitava la dimora di chi sa che fortunati nobili

contemporanei. Dicono che sia di proprietà della famiglia Beretta (i famosi costruttori d'armi della Val Trompia). Mai visti però, sull’isolotto. Dopo la prima fortunata discesa ci addentrammo a Sinchignano, le cui strette stradine di pietra furono il pretesto ideale per fare un’altra sosta. Quel paesino incuriosiva a prima vista, sia per la sua architettura rimasta nel tempo sia perché i suoi residenti si erano presi sul serio il concetto sui sacri onori cattolici. “Viva il nuovo parroco!”, “Benvenuto Don Davide!”, segnavano i cartelli gialli fosforescenti, come per non passare inosservati, che offrivano l’accoglienza alla nuova autorità ecclesiastica. Erano appena passati le 10.30 ore e il paesino si profumava già dell’odore di ragù che, senz’altro, sarà andato a finire nella sacrosanta pancetta del parroco.

Prima che suonassero le campanelle della Messa e quelle del santo pranzo paesano, riprendemmo la bicicletta con una felice e rinfrescante discesa. Nello sfondo, dalle cime dell’entroterra, comparivano i borghi medievali di colori autunnali che facevano un delizioso contrasto con le spiaggette circondate dell’azzurro cristallino del Lago di Iseo. Un vero godimento per la vista. Dopo un’ora e un quarto di salutare passeggiata, il giro ciclistico dell’isola finì con un tratto piano (per fortuna). Un momento magico per osservare il panorama, prima di continuare nell’entroterra, sempre affascinati dall’incanto che tutto avvolge. Sarà che i laghi lombardi possiedono la formula perfetta per coccolare la vista e l’anima. Già gli scenari del lago di Como si sposano in armonia tra le Grigne e le loro valli. Già il Lago di Garda, quale giovanotto spiritoso, impartisce la sensazione di feste continue. Già il Lago Maggiore regala il suo signorile gioiello, Stresa, e le sue perle: le isolette La Bella, Il Pescatore e la Maggiore. Tanti deliziosi colori.   Sensazioni a pelle. Magia pura. Impossibile non inchinarsi davanti a quegli accattivanti paesaggi. Il Lago d’Iseo però, è particolare. Non invano viene raccomandato dai pittori, dai ciclisti avventurieri e –direi- anche dai parroci festivi. Perciò, la mia isoletta è ormai prenotata a Monte Isola. E il pranzo?... Senza dubbi, accanto a Don Davide.

 

 

 

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