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Home La presenza italiana in Perù, una prospettiva storica di Giovanni Bonfiglio Lima
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La presenza italiana in Perù, una prospettiva storica© PDF Stampa E-mail
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Giovedì 08 Gennaio 2009 00:00
Indice
La presenza italiana in Perù, una prospettiva storica©
Periodo 1800-1880
Periodo 1880-1920
Periodo 1920-1940
Le tendenze recenti
Bibliografia
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Le tendenze recenti
Per quello che riguarda la consistenza del flusso immigratorio italiano, si ebbe una leggera ripresa nei due periodi postbellici (gli anni venti e cinquanta). Nel 1940 vi erano solo 3.774 italiani in Perù, approssimativamente la stessa cifra che nel 1850. Nel secondo dopoguerra ci fu una leggera crescita, che giunse a 5.716 nel 1961, per poi scendere di nuovo a 4.959 nel 1972 e a 4.062 nel 1981. Parallelamente al calo dell’emigrazione si ebbe un invecchiamento della collettività immigrata, poiché nel 1981 il 55,3 per cento di essi superava i cinquant’anni. Questa tendenza alla riduzione e all’invecchiamento fu accompagnata dal processo di concentrazione a Lima, dove attualmente risiede quasi il 90 per cento degli italiani in Perù.  Malgrado la mancanza di cifre ufficiali, si può dire che oggi sono circa quattromila gli italiani emigrati in Perù. L’aspetto più importante è il fatto che sono più numerosi i discendenti, parte dei quali negli ultimi anni ha preso la cittadinanza italiana. In effetti i cittadini italiani attualmente residenti in Perù sono all’incirca ventimila, di cui sedicimila maggiorenni. Nelle ultime elezioni al COMITES, svolte a giugno 1997, hanno votato in seimila. Una percentuale relativamente alta confronto a quella di altri paesi. Si può dire che negli ultimi anni è in atto un processo di risveglio della etnicità italiana. Questo risveglio è dovuto alla lunga crisi economica del 1975-92 e alla successiva crisi dettata dalla violenza terrorista che ha colpito tutto il paese e le sue istituzioni. Durante questa crisi molti hanno preso il passaporto italiano, per tentare l’emigrazione di ritorno. Attualmente il bilancio emigratorio fra i due paesi è a favore del Perù. Infatti, si calcola che siano circa quarantamila i peruviani emigrati in Italia, ma solo una minoranza è composta da discendenti di italiani.

 

In quanto alle tendenze sociali si avverte un processo di dissoluzione della coesione etnica italiana. Questo fatto è dovuto al declino dell’immigrazione, alla forte crescita demografica nel paese e al conseguente forte processo di urbanizzazione (Lima è passata da due a sei milioni di abitanti nel giro di soli trenta anni); in secondo luogo, il ruolo prevalentemente imprenditoriale degli emigranti, ha fatto sì che non solo fossero dispersi logisticamente nella città, ma anche socialmente. Attualmente le diverse istituzioni italiane, alcune delle quali hanno piú di cento anni, come la Società di Beneficenza, sono riunite nella AIP (Associazione di Italiani del Perù), la quale ha un bollettino bilingue, Incontri, bimestrale.

È un luogo comune sentire dire in Perù che storicamente gli italiani hanno dato un gran contributo allo sviluppo del paese. C’è stato un processo effettivo di integrazione sociale degli italiani, arrivati in diverse piccole ondate emigratorie, che si sono accavallate uno dietro l’altra, lasciando ognuna la propria impronta. Ma soprattutto si avverte la presenza dei loro discendenti, in tutti i settori della società, dell’economia, la cultura e anche della politica. Attualmente sono quattro i ministri del governo che hanno cognomi italiani; anche nel parlamento la percentuale di cognomi italiani è alta. Nel campo dell’imprenditoria e della cultura sono ancora più presenti i discendenti di italiani. Per concludere vorrei riportare un aneddoto: quando all’inizio del 1997 si riunì la commissione per discutere della liberazione degli ostaggi nella casa dell’ambasciatore giapponese, occupata da un gruppo terrorista, le tre persone che si incontrarono avevano i seguenti cognomi: Palermo, il ministro, Cipriani, il Vescovo e Cerpa Cartolini, il capo terrorista; il primo ministro era Pandolfi e l’unico ostaggio ucciso fu il giudice Giusti. Cito questo tragico aneddoto per mostrare che la presenza italiana in Perù, anche se non massiccia, ha lasciato un’impronta impossibile da cancellare ed ha contribuito ampiamente alla formazione del paese, così come appare oggi.

Note
L’edizione in spagnolo dello studio è apparsa a Lima nel 1993: Los italianos en la sociedad peruana. Una visiòn històrica




 

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