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La processione del Signore dei Miracoli PDF Stampa E-mail
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Sabato 11 Ottobre 2008 00:00
È la processione che si celebra in quasi tutte le parrocchie dell'America del Sud, risale all'epoca della colonizzazione spagnola, ed ha origine da quando uno schiavo portato dall'Angola disegnò l'immagine di un Cristo Nero nella parete di un'umile casa di Pachacamilla, vicino a Lima. L'immagine rimase nella parete malgrado in vari tentativi di cancellarla, circostanza che ne risvegliò ed accrebbe la devozione. 

milagros1Signore dei Miracoli a te veniamo in processione
 i tuoi fedeli devoti
 ad implorare la tua benedizione...
.

 Faro che guida

 dà alle nostre anime
 la fede, rassicura, la carità
 il tuo amore divino c'illumini
 ci faccia degni della tua bontà....

 Con passo fortemente, di buon cristiano
 facciamo grande il nostro Perù
 ed uniti tutti come una forza
 ti supplichiamo dacci la tua luce. 

 

Canta il paese peruviano quando esce il Signore il primo sabato di ottobre, il 18 ed il 28 dello stesso mese, come il 3 novembre, data in cui si ripone fino al prossimo anno. Il 28, giorno della festa principale, quasi un milione di persone accorre davanti all'immagine che da una parte mostra il Signore sul Gólgota e dall'altro la "Virgen de la Nube". La confraternita è composta da diversi gruppi, quasi tutti incaricati di portare sulle spalle l'immagine sacra, ma ce ne sono alcuni speciali, come quello dedicato ai malati, alla sicurezza, a preparare il cammino della processione. L'immagine che si conserva nel tempio de "Las Nazarenas" è custodita dalle religiose che hanno  lo stesso nome, in virtù di una concessione della Santa Sede, sono religiose di clausura, di formazione carmelitana, ma vestono l'abito violetto e ricevono il nome del Signore a cui accudiscono. 
Centinaia di migliaia di voci, tutti gli anni nel mese di ottobre, i cuori si uniscono per rivolgersi al miracoloso Cristo di Pachacamilla, il Signore dei Terremoti, il Signore dei Miracoli che da più di trecento anni esce e percorre le strade di Lima per dispensare ringraziamenti e benedizioni al popolo di Lima. Abiti violetti in segno di penitenza ed unità con il Cristo della Croce, parole piene di fede, parole che chiedono miracoli, cuori induriti che chiedono la riconciliazione con il Padre, mani e voci unite per lodare e benedire il Figlio, a Cristo che, crocifisso, rinnova negli uomini il senso del dolore e della sofferenza.
Grande è la fede del paese peruviano che unisce i suoi dolori e vita a quella del Cristo sofferente, grande l'entusiasmo per costruire  un paese più giusto e riconciliato, come disse il Santo Padre nella sua visita in Perù, grande la fiducia che, unita  alla ricchezza del perdono divino, vivrà la Civiltà dell'Amore, nella prospettiva del Terzo Millennio.
Racconta la storia che a metà del diciassettesimo secolo un mulatto il cui nome è rimasto sconosciuto, dipinse su un muro di mattoni crudi,  l'immagine che ora si venera nel tempio di "Las Nazarenas".   Passando vicino ad un canale di scarico, Antonio de León vide la pittura del Gesù crocifisso su questo muro che era l'unica parte restante di un'antica difesa militare. Nel 1655 un terremoto distrusse Lima, ma il muro rimase in piedi e dimenticato da tutti. Quindici anni dopo, nonostante l'umidità e l'abbandono il murale pitturato, continuava a rimanere in piedi come se nulla fosse passato. Sorpreso da  questo fatto, Antonio de León sistemò il posto, costruì un altare ma dovette fermare la sua opera per un  male strano che lo colpì. Guarì miracolosamente quando, per onorarla con maggiore fervore ci andò con l'arpa, cajón e musicisti.
Nel 1671 più di un centinaio di persone si riunivano per lodare con i loro canti e feste il Signore.  In considerazione del rumore che veniva fatto, le autorità disposero di distruggere il muro, ma con grande sorpresa videro che accadevano diversi fenomeni che ne rendevano impossibile l'abbattimento. Il giorno 14 di settembre dello stesso anno, giorno in cui la Chiesa ricorda l'esaltazione della Santa Croce, si celebrò per la prima volta la Messa vicino all'immagine. In questi anni si aggiunsero le immagini della Vergine e San Giovanni, come quelle del Padre Eterno e dello Spirito Santo.
Il 20 ottobre di 1687 venne fatta una riproduzione dell'immagine per potere essere portata in processione, dati  i continui terremoti. Nel 1746 uscì per la seconda volta. Poco dopo, il gruppo di persone che era cresciuto fino a trasformare questa processione in una delle manifestazioni di religiosità popolare più grande dell'America latina, si è unito per chiedere al Signore di Pachacamilla che la fede non sia vinta, che conservi integra la speranza che nella nostra Patria si viva l'amore come lo ha vissuto il nostro Signore sulla Croce
foto y texto original de: Arzobispado de Lima  http://www.arzobispadodelima.org
liberamente tradotto da Pietro Liberati

 



 

 

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