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Homenaje al Chile Democrático, Cremona sabato 30 Novembre 2013 - ore 21 PDF Stampa E-mail
Notizie - Notizie flash
Scritto da Administrator   
Lunedì 25 Novembre 2013 18:24
concerto presso la Camera di Commercio di Cremona - Via Baldesio, 10  INGRESSO LIBERO

“… Lavoratori della mia patria, ho fiducia nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro, in cui il tradimento pretende d’imporsi.... Continuate a esser certi che, più presto che tardi, si apriranno le grandi strade per le quali passa l’uomo libero, per costruire una società migliore.  Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori!  Queste sono le mie ultime parole, sono certo che il mio sacrificio non sarà inutile. Sono certo che sarà, almeno, un esempio morale contro la fellonia, la viltà e il tradimento.”
Con queste parole il legittimo Presidente del Cile, Salvador Allende, eletto democraticamente tre anni prima, si rivolgeva via radio ai suoi concittadini per l’ultima volta , mentre l’aviazione militare ribelle stava bombardando il palazzo della Moneda, e appena prima di cadere sotto il fuoco dei golpisti nell’estremo tentativo di difendere la legalità e le istituzioni democratiche del proprio paese.  Era l’11 settembre 1973 quando il colpo di stato militare spezzava la fragile democrazia costituzionale cilena, mettendo fine ad un periodo, durato 150, anni di storia repubblicana.

Il golpe militare del generale Augusto Pinochet Ugarte, finanziato e sostenuto dagli Stati Uniti attraverso la CIA, abbatteva il legittimo governo di Unidad Popular, trasformando il Cile in una delle più sanguinarie dittature del ‘900 che ha instaurato una politica repressiva di ogni opposizione che costò al Cile decine di migliaia di vite umane, di torturati, di desaparecidos e la fuga di un milione di persone che cercarono rifugio principalmente in Europa. La dittatura di Augusto Pinochet fu capace di restaurare nel Cile il vecchio ordine oligarchico sotto vesti neoliberiste, sperimentando in “anteprima” tutte le ricette monetariste e finanziarie care all’economista americano Milton Friedman ed ai suoi Chicago Boys: privatizzazioni, deregulation e tagli alla spesa sociale. Un pugno di famiglie concentra tutto il potere economico e politico, addomesticando la moltitudine coi consumi di lusso.

Negli occhi di tutti i cileni rimarrà per sempre l’immagine della Moneda, il Palazzo presidenziale, in fiamme, lo stadio trasformato in lager per rinchiudere i prigionieri politici, dove troverà la morte il cantautore Victor Jara, e i roghi con cui furono bruciati migliaia di libri definiti “pericolosi”. Sono già passati 40 anni da quell’infausto giorno, ma il Cile, anche dopo il ritorno della democrazia, non è riuscito fino ad oggi a rendere giustizia alle tante tombe senza nome, ai tanti abusi ancora impuniti.

Il Cile assiste oggi alla farsa di una democrazia che è stata ed è incapace di restituire un senso etico e civico alla società. Il far luce su molti crimini di lesa umanità commessi su quel suolo continua ad essere un doloroso compito non terminato. Il paese è stato portato all’amnesia, all’oblio interessato della propria ferita. L’oblio si impone dappertutto quando i colpevoli sono liberi e impuniti; Pinochet ha potuto morire nel proprio letto, altri corresponsabili possono girare liberamente. Dire verità scomode non è di moda e non è “politicamente corretto”, ma è indispensabile dirle alle nuove generazioni, in Cile, in America Latina e qui in Italia ed in Europa.

ALAC, valutando come anche qui in Italia sia calato una cappa di oblio sul colpo di stato in Cile, a distanza di 40 anni dal tragico evento si assume il compito di dare il proprio modesto contributo per riportarne il ricordo all’attenzione dei cittadini italiani ed immigrati. Lo faremo attraverso una proposta culturale, in cui diversi linguaggi artistici si confronteranno e fonderanno in una performance multidisciplinare: canto, musica, poesia, danza, arte plastica video e fotografia daranno vita ad uno spettacolo unico che permetterà allo spettatore di rivivere lo spirito culturale del tempo che portò Salvador Allende alla presidenza del Cile e al governo di Unidad Popular, con il suo tentativo di riforma socialista della società cilena.

Lo spettacolo sarà dedicato agli artisti più rappresentativi del Cile, tra cui Violetta Parra e Victor Jara. Canzoni come “Gracias a la vida”, “Volver a los 17”, “Te recuerdo Amanda” e “Manifiesto”, interpretate da musicisti professionisti latinoamericani, si svolgerà all’interno di uno spazio scenico allestito appositamente con opere pittoriche originali ispirate al “muralismo cileno” (Brigata muralista “Ramona Parra”) e con spazi audiovisuali. L’esecuzione musicale sarà intercalata da momenti di lettura di poesie e testi di noti scrittori cileni e latinoamericani, come Nicanor Parra e Pablo Neruda, accompagnati da proiezioni di video creati appositamente realizzati attraverso il montaggio di frammenti audiovisivi storici.
 
(ASSOCIAZIONE LATINOAMERICANA DI CREMONA ONLUS)
 

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