È la processione che si celebra in quasi tutte le parrocchie dell'America del Sud, risale all'epoca della colonizzazione spagnola, ed ha origine da quando uno schiavo portato dall'Angola disegnò l'immagine di un Cristo Nero nella parete di un'umile casa di Pachacamilla, vicino a Lima. L'immagine rimase nella parete malgrado in vari tentativi di cancellarla, circostanza che ne risvegliò ed accrebbe la devozione.
Signore dei Miracoli a te veniamo in processione i tuoi fedeli devoti ad implorare la tua benedizione....
Faro che guida dà alle nostre anime la fede, rassicura, la carità il tuo amore divino c'illumini ci faccia degni della tua bontà....
Con passo fortemente, di buon cristiano facciamo grande il nostro Perù ed uniti tutti come una forza ti supplichiamo dacci la tua luce.
Canta il paese peruviano quando esce il Signore il primo sabato di ottobre, il 18 ed il 28 dello stesso mese, come il 3 novembre, data in cui si ripone fino al prossimo anno. Il 28, giorno della festa principale, quasi un milione di persone accorre davanti all'immagine che da una parte mostra il Signore sul Gólgota e dall'altro la "Virgen de la Nube". La confraternita è composta da diversi gruppi, quasi tutti incaricati di portare sulle spalle l'immagine sacra, ma ce ne sono alcuni speciali, come quello dedicato ai malati, alla sicurezza, a preparare il cammino della processione. L'immagine che si conserva nel tempio de "Las Nazarenas" è custodita dalle religiose che hanno lo stesso nome, in virtù di una concessione della Santa Sede, sono religiose di clausura, di formazione carmelitana, ma vestono l'abito violetto e ricevono il nome del Signore a cui accudiscono. Centinaia di migliaia di voci, tutti gli anni nel mese di ottobre, i cuori si uniscono per rivolgersi al miracoloso Cristo di Pachacamilla, il Signore dei Terremoti, il Signore dei Miracoli che da più di trecento anni esce e percorre le strade di Lima per dispensare ringraziamenti e benedizioni al popolo di Lima. Abiti violetti in segno di penitenza ed unità con il Cristo della Croce, parole piene di fede, parole che chiedono miracoli, cuori induriti che chiedono la riconciliazione con il Padre, mani e voci unite per lodare e benedire il Figlio, a Cristo che, crocifisso, rinnova negli uomini il senso del dolore e della sofferenza. Grande è la fede del paese peruviano che unisce i suoi dolori e vita a quella del Cristo sofferente, grande l'entusiasmo per costruire un paese più giusto e riconciliato, come disse il Santo Padre nella sua visita in Perù, grande la fiducia che, unita alla ricchezza del perdono divino, vivrà la Civiltà dell'Amore, nella prospettiva del Terzo Millennio. Racconta la storia che a metà del diciassettesimo secolo un mulatto il cui nome è rimasto sconosciuto, dipinse su un muro di mattoni crudi, l'immagine che ora si venera nel tempio di "Las Nazarenas". Passando vicino ad un canale di scarico, Antonio de León vide la pittura del Gesù crocifisso su questo muro che era l'unica parte restante di un'antica difesa militare. Nel 1655 un terremoto distrusse Lima, ma il muro rimase in piedi e dimenticato da tutti. Quindici anni dopo, nonostante l'umidità e l'abbandono il murale pitturato, continuava a rimanere in piedi come se nulla fosse passato. Sorpreso da questo fatto, Antonio de León sistemò il posto, costruì un altare ma dovette fermare la sua opera per un male strano che lo colpì. Guarì miracolosamente quando, per onorarla con maggiore fervore ci andò con l'arpa, cajón e musicisti. Nel 1671 più di un centinaio di persone si riunivano per lodare con i loro canti e feste il Signore. In considerazione del rumore che veniva fatto, le autorità disposero di distruggere il muro, ma con grande sorpresa videro che accadevano diversi fenomeni che ne rendevano impossibile l'abbattimento. Il giorno 14 di settembre dello stesso anno, giorno in cui la Chiesa ricorda l'esaltazione della Santa Croce, si celebrò per la prima volta la Messa vicino all'immagine. In questi anni si aggiunsero le immagini della Vergine e San Giovanni, come quelle del Padre Eterno e dello Spirito Santo. Il 20 ottobre di 1687 venne fatta una riproduzione dell'immagine per potere essere portata in processione, dati i continui terremoti. Nel 1746 uscì per la seconda volta. Poco dopo, il gruppo di persone che era cresciuto fino a trasformare questa processione in una delle manifestazioni di religiosità popolare più grande dell'America latina, si è unito per chiedere al Signore di Pachacamilla che la fede non sia vinta, che conservi integra la speranza che nella nostra Patria si viva l'amore come lo ha vissuto il nostro Signore sulla Croce foto y texto original de: Arzobispado de Lima http://www.arzobispadodelima.org liberamente tradotto da Pietro Liberati
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Commenti
Por favor envieme sus datos o los de la organizacion que sepa de los problemas que tienen los peruanos en España tanto con sus consulados, con sus organizaciones como tambien en el que hacer diario.
Gracias
Fernando Cerdeña
Carolina del Norte USA
Telefono 336-430-2355
Felicitaciones por este simpàtico artìculo sobre nuestra tradiciòn y mìstica costumbre de celebrar la festividad de los Santos màs representativos tanto en Lima como en las provincias de Perù.
En esta ocasiòn molesto nuevamente su atenciòn ( como la vez anterior ) para indicarle que hace unos dìas les he enviado un artìculo sobre la Realidad Nacional, especialmente sobre el tema de las pròximas Elecciones Presidenciales, que tal vez pueda ser muy util para nuestros paisanos `residentes peruanos, que han sido acogidos tanto en Milàn como en el resto de Italia...
Muchas gracias por su gentileza y amabilidad para tener en cuenta y considerarlo como una opciòn para leer, informarse y luego tomar una sabia decisiòn.
Atentamente:
Su amigo Humberto Matos Jimènez
Desde Moquegua - Perù.
Por favor: Escribirme para confirmar llegada o si no, reenviarle el artìculo