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Visse un'infanzia serena ed economicamente agiata. Ben presto, però, la sua famiglia subì un tracollo finanziario. Rosa, che aveva studiato con impegno, aveva una discreta cultura ed aveva appreso l'arte del ricamo. Si rimboccò, quindi, le maniche, aiutando la famiglia in ogni genere di attività, dai lavori casalinghi alla coltivazione dell'orto ed al ricamo, onde potersi guadagnare da vivere. Sin da piccola aspirò a consacrarsi a Dio nella vita claustrale, ma il Signore le fece conoscere la sua volontà che rimanesse vergine nel mondo. Ebbe modo di leggere qualcosa di S. Caterina da Siena. Subito la elesse a propria madre e sorella, facendola suo modello di vita, apprendendo da lei l'amore per Cristo, per la sua Chiesa e per i fratelli indios. Come la santa senese vestì l'abito del Terz'ordine domenicano. Aveva vent'anni. Allestì nella casa materna una sorta di ricovero per i bisognosi, dove prestava assistenza ai bambini ed agli anziani abbandonati, in special modo a quelli di origine india. Sempre come Caterina, fu resa degna di soffrire la passione del Suo divino Sposo, ma provò pure la sofferenza della “notte oscura”, che durò ben 15 anni. Ebbe anche lo straordinario dono delle nozze mistiche. Fu arricchita dal suo Celeste Sposo altresì di vari carismi come quello di compiere miracoli, della profezia e della bilocazione.
Dal 1609 si richiuse in una cella di appena due metri quadrati, costruita nel giardino della casa materna, dalla quale usciva solo per la funzione religiosa, dove trascorreva gran parte delle sue giornate in ginocchio, a pregare ed in stretta unione con il Signore e delle sue visioni mistiche, che iniziarono a prodursi con impressionante regolarità, tutte le settimane, dal giovedì al sabato. Nel 1614, obbligata a viva forza dai familiari, si trasferì nell'abitazione della nobile Maria de Ezategui, dove morì, straziata dalle privazioni, tre anni dopo. Grande, già in vita, fu la sua fama di santità. L'episodio più eclatante della sua esistenza terrena ce la presenta abbracciata al tabernacolo per difenderlo dai calvinisti olandesi guidati all'assalto della città di Lima dalla flotta dello Spitberg. L’inattesa liberazione della città, dovuta all’improvvisa morte dell’ammiraglio olandese, fu attribuita alla sua intercessione.
Condivise la sofferenza degli indios, che si sentivano avviliti, emarginati, vilipesi, maltrattati soltanto a motivo della loro diversità di razza e di condizione sociale. Sentendosi avvicinare la morte, confidò “Questo è il giorno delle mie nozze eterne”. Era il 24 agosto 1617, festa di S. Bartolomeo. Aveva 31 anni. Il suo corpo si venera a Lima, nella basilica domenicana del S. Rosario. Fu beatificata nel 1668. Due anni dopo fu insolitamente proclamata patrona principale delle Americhe, delle Filippine e delle Indie occidentali: si trattava di un riconoscimento singolare dal momento che un decreto di Papa Barberini (Urbano VIII) del 1630 stabiliva che non potessero darsi quali protettori di regni e città persone che non fossero state canonizzate. Fu comunque canonizzata il 12 aprile 1671 da papa Clemente X. È anche patrona dei giardinieri e dei fioristi. È invocata in caso di ferite, contro le eruzioni vulcaniche ed in caso di litigi in famiglia.
Tratto da http://www.santiebeati.it/  Autore: Francesco Patruno

  • Patrona principal del Nuevo Mundo (América), Filipinas e Indias Occidentales, Proclamada en la Basílica de San Pedro en Roma por el Papa Clemente X en 1671.
  • Patronazgo sobre diversas regiones, ciudades, pueblos, instituciones educativas, Asociaciones, instituciones privadas, asociaciones, Cofradías y otros que depositan las oraciones que la Santa Limeña elevará a Dios.
  • Patrona de la Casa Real de Araucanía y Patagonia, sucesora del Reino de la Araucanía y la Patagonia, monarquía constitucional fundada en 1860 por el ciudadano francés de origen noble Orélie Antoine de Tounens en territorio actualmente perteneciente a las repúblicas de Chile y Argentina.

En la Argentina fué proclamara Patrona de la Independencia de las Provincias Unidas del Río de la Plata por decisión del Congreso de Tucumán, en el año 1816.

  • Patrona de la ciudad de Lima
  • Patrona de la República del Perú
  • Patrona titular de la Sede Episcopal de la Arquidiócesis Primada de Lima
  • Patrona del Venerable Cabildo Metropolitano de la Ciudad de Lima
  • Patrona de la Tercera Orden Dominicana de la Provincia de San Juan Bautista del Perú
  • Patrona de las Enfermeras del Perú
  • Patrona de la Policía Nacional del Perú por el Decreto Supremo Nº 0027-89-IN, publicado el 18 de septiembre de 1989. Anteriormente el Decreto Supremo Nº 38 del 30 de agosto de 1957, en su articulo único, la proclamó Patrona de las Fuerzas de Policía del Perú y por el Breve Papal del 29 de abril de 1965 firmado en Roma por su Santidad Paulo VI se le declaró Patrona ante Dios de la Guardia Civil del Perú.
  • Patrona de la Pontificia Universidad Católica del Perú.
  • Patrona de la minería del Perú, proclamada en 1996.
  • Patrona de la Real y Pontificia Universidad de San Marcos (Hoy Universidad Nacional Mayor de San Marcos)
  • Patrona del colegio Santa Rosa (Cusco)
  • Patrona del distrito de Huabal, en la provincia de Jaén (Cajamarca)
da http://www.wikipedia.org/

 

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